L’Uomo Fa La Ruota: Il Fascino del Tabarro

In questo articolo parleremo del Tabarro, poco usuale,  sinonimo di capo senza tempo che in molti stanno riscoprendo. Eroico, romantico, una grande ruota a caduta libera. Ringrazio Federico e Giovanni (tra l’altro autore di una delle piu’ originali recensione fatta sul mio conto, per la quale rinnovo ancora i miei ringraziamenti), per avermi chiesto di parlare di questo capo che rende elegante, ma anche un po’ eccentrico, chiunque lo indossi.

CENNI STORICI SUL TABARRO

Il tabarro e’ in pratica, anagraficamente,  il figlio del mantello, in quanto nato piu’ tardi di questultimo.

Il mantello ha quasi duemila anni, e nasceva con cappuccio, di origine austriaca e veniva conezionato in tessuto loden.

Il tabarro invece nasce nel tredicesimo secolo, lungo fino al polpaccio, nero in tessuto pesante con un solo punto di allacciatura sotto il mento. In origine  era di taglio squadrato e veniva utilizzato all’interno di abitazioni  non riscaldate per ripararsi dal freddo e spesso era foderato in pelliccia.

Nel tempo ha subito molte evoluzioni tra cui anche  la lunghezza.

Nel 500 veniva indossato ed esibito in una sfarzesca Venezia, in velluto o seta. Il declino del lusso con la caduta della Repubblica di Venezia decreta anche il declino  di questo indumento.

Lo vedremo ricomparire,  come capo popolare indossato  dagli abitanti nella pianura padana, dove sulle rive del Po il tabarro e’ rimasto uno stile di vita fino al  dopoguerra e non e’ difficile ancor oggi  incontrare uomini intabarrati.

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Il tabarro inoltre divenne il capo prediletto degli anarchici che ne fecero un simbolo di ribellione distinguibile dall’aggiunta di un grande fiocco nero come allacciatura sotto il mento.
Anche i contrabbandieri lo utilizzavano spesso probabilmente per nascondere mercanzia al di sotto di esso.

LA LAVORAZIONE

Ho trovato molto interessante la lavorazione di questo capo per il quale occorrono circa 6mt  di tessuto, che viene tagliato a ruota, su un tavolo d’appoggio molto grande, e viene steso con grande cura per evitare anche la minima bolla d’aria.

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Questo capo e’ di taglia unica, eventualmente lo si accorcia, richiede una certa abilita’ del sarto in quanto il taglio e’ a vivo, cioe’ il tessuto viene tagliato dalle forbici senza provvedere ad orli o cuciture, eccetto che quella che passa lungo la schiena, in quanto il tessuto e’ compattato e non sfilaccia, cosa che dipende sia dal tipo di tessuto ma anche dall’abilita’ del sarto.  Questa e’ una vera e propria opera d’arte.

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E’ possibile vedere indossato il tabarro, sebbene ormai raramente, dagli ufficiali con la loro uniforme da cerimonia.

Il “Boatcloak”, ad esempio,  il mantello della  marina miltare americana UMSC,  e’ fatto di un tessuto blu scuro foderato di organza scarlatta, ed  indossato
occasionalmente  con la uniforme da sera.


USCIRE DAI GANGHERI

Vi siete mai chiesti da dove deriva questo detto? Tutti noi sappiamo il significato, cioe’ quando una persona  esce dai gangheri, vuol dire che si e’  arrabbiata davvero! Ma perche’ si dice cosi?
Questa e’ un espressione strettamente legata al Tabarro.

Per trattenere il mantello sulle spalle, si applicano ai lati del colletto “I Mascheroni” che sono placche generalmente argentate,  unite  da una catenella.

Nei tabarri d’uso popolare il gancio che ha questa funzione si chiama “ganghero”.
Da qui  “uscire dai gangheri“, quando una persona molto arrabbiata a causa dell’ingrossamento della vena del collo, spezzava questo gancio.

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COME INDOSSARE IL TABARRO

Avete mai provato ad indossare un tabarro, in una giornata dove la pioggia sottile si trasforma in nebbiolina? niente puo’ battere il lusso di avere della lana calda e comoda che drappeggi il vostro corpo.

Il Tabarro si indossa chiuso sotto al mento,  gettando un’estremità sulla spalla opposta,  in questo modo avrete il vostro corpo avvolto e al caldo.

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Noto per la produzione e’ il Tabarrificio Veneto  che e’ la stessa societa’  che crea la linea italiana Barena, presente anche all’ultima edizione di Pitti Uomo.

Il tabarro e’ un capo maestoso importante nonche’ pesante e quindi bisogna saperlo indossare.

La prima cosa da tenere in considerazione e’ la vostra statura. Evitare di indossare il tabarro lungo se non si e’ abbastanza alti, per evitare l’effetto “nano malefico”. In alternativa, se non siete caratterizzati da una “bella” altezza, preferitene uno piu’ corto.

Una tabella molto significativa che spiega visivamente l’effetto della lunghezza del Tabarro su persone di diverse stature, e’ la seguente, fornita da Tabarro San Marco:

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Essendo un capo importante, ci vuole anche una certa abilita’ e propensione all’utilizzo di questo capo per indossarlo con disinvoltura.  Se fino ad ieri avete indossato jeans alle ginocchia con mutandone a vista, sara’ difficile avere il portamento adeguato per indossarlo. Bisognera’ prima fare un po’ di pratica, indossando abiti piu’ importanti, ad esempio un bel cappotto.Tutto questo lo dico perche si vedrebbe a colpo d’occhio la goffagine, visto che il tabarro non passa di certo innosservato.

Un’altra cosa  da tenere in considerazione, sono gli eventi atmosferici.  Il tabarro e’ un capo pesante, per cui va indossato conl clima adeguato.

Importante e’ anche considerare il proprio stile di vita: il tabarro e’ ingombrante, per cui se si effettuano molte salite e discese dalla propria auto, o si cavalca per ragioni varie per lo piu’ una moto in citta’, cercare di utilizzarlo con cautela, oppure indossare la versione piu’ corta , cioe’ quella nata per dare la possibilita’ di salire e scendere dal cavallo o bicicletta  agevolmente.

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Non vedo assolutamente un peccato indossarlo con un jeans ( attenendoci alle linee guida di cui sopra) per un pizzico di stile sprezzatura, ma questa e’ solo una mia opinione.

Certo che il Tabarro indossato su un bell’abito e con un portamento maestoso, sara’ tutta un’altra storia.



Comments

  • Paolo

    Ci dirai anche dell’impermeabile?
    Ringrazio anticipatamente

  • Paolo

    In attesa del tabarro mi sono dotato di due mantelle di loden una più ampia e l’altra più” magra” guarnite entrambe di bottoni di corno di cervo
    Il tuo sito lo trovo sempre più interessante. Cordialità.

    • Simonetta Zamperlini

      Grazie Paolo. Bellissime le mantelle da uomo. Le trovo chiccosissime. A presto SZ

  • Secchi Alberto

    Gent. Simonetta siamo una ditta che produce capispalla in loden e produciamo anche tabarri di vari tipi,la nostra famiglia fa confezione da tre generazioni tenendo la qualità molto alta,volevo solo chiederle se conosceva negozi che intendono comprare tabarri o mantelle nella zona dell’Italia del nord,grazie per la sua pazienza,cordialità,Secchi Alberto.

    • Simonetta Zamperlini

      Sig. Alberto grazie per avermi contattata, mi scuso per il ritardo nella risposta dovuta ad un lungo e sofferto trasloco che fra gli altri problemi, ha infierito anche sull’attivazione del collegamento internet. Purtroppo non posso esserle utile in quanto non posseggo tale informazione, l’unica cosa che posso consigliarle, se me lo permette e nel caso non lo abbiate gia’ messo in pratica, e’ quella di pubblicizzarvi via internet, magari utilizzando google adword, o con inserzioni targhetizzate in social quali facebook, dove i messaggi promozionali hanno un costo piuttosto limitato, offrendo i vostri prodotti, considerando che il loden sta vivendo una nuova rinascita potrebbero essere i negozi a contattarvi direttamente ed interessarsi ad un tipo di articolo che magari prima non avevano preso in considerazione. Nel caso comunque che mi giungesse notizia di quanto richiesto sara’ mia cura nonche’ piacere contattarla al suo indirizzo mail.Un cortese saluto. SZ

  • Riccardo

    Ciao io mi sposerò a inizio settembre e mi era venuta l’idea di indossare sopra l’abito un mantello/tabarro, l’idea è di un qualcosa di romantico, avete suggerimenti da darmi sulla lunghezza ( sono alto 180 cm di corporatura abbastanza longilinea) e soprattutto sul materiale visto che l’orario della cerimonia è per le 16.30?
    Ringrazio in anticipo e mi complimento con voi

    • Simonetta Zamperlini

      Ciao Riccardo. La tua domanda mi ha fatto venire in mente che tempo fa vidi una sfilata Sposo, nel corso della quale e’ stato indossato un mantello. Ti allego la foto. Piu’ o meno credo tu intenda una cosa del genere. Non andrei su qualcosa di troppo lungo, che potrebbe anche essere ingombrante. Per il tessuto dovra’ consigliarti il sarto in base anche al tessuto ed allo stile dell’abito che indosserai.E’ uno stile certamente non usuale, per cui tutto dovra’ essere studiato nei minimi particolari ed in sintonia con l’abito della sposa e della location.
      mantello ottavio nuccio sz

  • Claudio Cardone

    Buonasera, vorrei porre un quesito: intendo farmi confezionare un tabarro da usare se non quotidianamente, certo in molte occasioni, quando il tempo è adatto; sarà dunque un tabarro non elegante ma da “battaglia” (o meglio, da pioggia/ freddo). Dato che mi sposto in bicicletta, opterei, come mi è stato consigliato, per un tabarro corto. La mia domanda quindi è: solitamente che lunghezza ha il modello corto, a che altezza arriva? A metà coscia, sopra il ginocchio o sotto?
    La ringrazio se vorrà rispondermi e colgo l’occasione per farLe i miei complimenti per questo bel sito, che seguo da qualche tempo.
    Distinti saluti,
    Claudio Cardone

    • Simonetta Zamperlini

      @Claudio- Ciao Claudio. Per un tabarro corto ti consiglierei di arrivare al ginocchio. Devi tenere in considerazione anche la tua altezza per mantenere una certa proporzione visiva. Non deve apparire troppo corto ne’ troppo lungo su di te, ma in questo ti sara’ d’aiuto il tuo sarto che decidera’ se meglio appena sopra o appena sotto al ginocchio. A meta’ coscia’ e’ decisamente troppo corto. Ti ringrazio per l’attenzione. SZ