Vuoi Imparare A Vestire Meglio? 21 o 10.000?

il mito dei 21 volte

Vuoi Imparare A Vestire Meglio? Fai Pratica!

Saper vestire non riguarda solo i vestiti che indossi.

Vestire meglio è una componente di auto-miglioramento e crescita personale perchè influisce su

  • Sicurezza
  • Motivazione
  • Autostima

Le persone che non si accontentano del minimo indispensabile, che mirano a migliorarsi o vogliono eccellere in qualcosa, sviluppano delle deliberate abitudini. Questo capita in tutti i campi:

  • se vuoi imparare un'altra lingua
  • se vuoi imparare a combattere l'ansia che ti prende quando devi parlare in pubblico
  • se vuoi diventare un esperto su di un determinato argomento
  • se vuoi dimagrire
  • se vuoi sviluppare una super tartaruga sul tuo petto
  • ecc. ecc.

Dovrai importi di fare dell’esercizio costante; che sia fisico, intellettuale, spirituale o sforzarti di mangiare più sano, ma qualunque cosa sia, migliorarsi significa intraprendere un percorso nuovo e sviluppare delle nuove abitudini che all’inizio potrebbero costarti un pò di fatica, prima di diventare naturali.

Ci sono due numeri che spesso vediamo aleggiare intorno alle argomentazioni di auto-miglioramento e sviluppo delle abitudini:  21 e 10.000

Perchè 21?

Negli anni 60 un chirurgo plastico, divenuto psicologo, scrisse un libro intitolato “Psycho-Cybernetics” (un bel libro, facile da leggere, che chiunque sia interessato all’auto miglioramento dovrebbe avere.  Se vuoi saperne di più:  Psicocibernetica, Maxwell Maltz  lo trovi sul Giardino dei Libri *link in affiliazione)

In questo libro l’autore riferisce che i pazienti sottoposti a chirurgia plastica impiegavano circa 21 giorni di tempo per abituarsi al loro nuovo aspetto, ed un altro paio di osservazioni sembravano suggerire che ci vogliono 21 giorni per abituarsi ad una nuova casa, ad un aspetto diverso, ad un cambiamento  ecc.

Quindi la conclusione fu che se una cosa viene ripetuta per 21 giorni consecutivi, essa poi diventerà automatica.

Ma c’e’ da chiarire che fare l’abitudine a qualcosa (assuefazione) e formare un’abitudine sono due cose differenti. La prima si riferisce ad ‘abituarsi’ a qualcosa in modo passivo,  mentre la seconda  (formazione delle abitudini) si riferisce alla messa in atto di una risposta, ottenuta automaticamente da una situazione associata.

Tuttavia il mito dei “21 giorni” è rimasto cementato nella mente delle persone. 

Credo che anche voi avrete sentito dire che per sviluppare un’abitudine ci vogliono 21 giorni.

Beh ora sai che non è proprio così.

E’ vero invece che più fai una cosa e più questa diventa automatica.

Automatico significa proprio quello che dice la parola. Un’abitudine cosi’ radicata che non ha bisogno di essere pensata o ragionata per metterla in atto. La si fa automaticamente, per abitudine. 

Quante volte si  percorre la stessa strada in auto,  per andare in ufficio ad esempio, in modo del tutto automatico, senza doverci ragionare sopra? Oppure lo stesso mettersi alla guida diventa automatico, non si sta tanto a pensare  quali pedali bisogna pigiare o come tenere il volante in mano; eppure le prime volte che facevi scuola guida…ti sembrava tutto cosi’ complicato, non è vero?

 Si tratta di azioni che facciamo automaticamente.

imparare a vestire bene come fare

Il mito dei 21 giorni non è certo una cattiva cosa eccetto che potrebbe scoraggiare alcune persone, che non ottengono i risultati sperati in quel lasso di tempo.

La verità è che quanto tempo ci voglia per formare un’abitudine dipende fortemente dalle persone.

Uno studio dell’ Univesity College London, che ha misurato la formazione delle abitudini, è arrivato al risultato che a seconda della persona, potrebbe richiedere da 18 fino a 254 giorni (per quanto riguarda il campione di persone da loro studiato), intravedendo nel 66, il numero di giorni più plausibile di media. Ad ogni modo: più una persona perseverava nel fare una cosa e più velocemente si sviluppava l’automatismo.

Qui puoi trovare il report della ricerca: blogs.ucl.ac.uk/hbrc/2012/06/29/busting-the-21-days-habit-formation-myth/ 

Morale della storia è: ci puo’ volere un bel po’ di tempo, e molta perseveranza, per formare un’azione automatica e probabilmente i 21 giorni sono da ritenere validi solo per assuefarsi a qualcosa.

Quindi quando intraprenderete il vostro percorso per vestire meglio non scoraggiatevi se vi sembra che ci voglia troppo tempo.

In molti casi formare una nuova abitudine, significa dover distruggere quelle vecchie che sono ancorate in noi da anni. Ed è questa la parte più difficile.

Quali vecchie abitudini potrebbero essere?

  • Il modo di fare shopping
  • Le azioni che svolgi alla mattina quando ti vesti
  • Gestire le proprie finanze  nel modo in cui lo si ha sempre fatto.
  • Ecc.Ecc.


Cambiare queste abitudini significa dover fare degli enormi sforzi fino a quando il cambiamento si radica in noi stessi tanto da diventare automatico. Cioe’ fare una determinata cosa senza bisogno di pensarci. 

Perchè 10,000?

Questo è un altro numero con il quale potresti aver avuto a che fare.

Malcom Gladwell ha scritto un libro  intitolato Outliers Story-Success (versione italiana Fuoriclasse, Malcom Gladwell –   Giardino dei Libri * link in affiliazione dove Gladwell fa vacillare una delle convinzioni più radicate della società contemporanea, cioè il mito del self made man, dell’uomo che sa imporsi unicamente grazie alle proprie virtù e alle proprie forze.

In questo libro l’autore afferma ripetutamente quella che chiama la “Regola delle 10.000 ore.” Cioè, quello che fa la differenza tra un principiante  ed  un esperto in qualsiasi campo, sono circa 10.000 ore di pratica intenzionale.

Come il mito delle 21 ore anche questo è un numero indicativo. Non si accende un interruttore come per magia trascorse le 10.000 ore, ma a differenza del mito delle 21 ore, questo concetto è basato su alcune interessanti ricerche.

Quando si è davanti ad un giovane prodigio della musica, che suona ed esegue pezzi complessi e difficili, è molto forte la tentazione di pensare che sia il risultato di qualche sorta di gene che è insito in lui dalla nascita.

Tuttavia le ricerche scientifiche non hanno mai trovato delle prove che confermino che alcuni individui nascano con un naturale talento musicale.

Invece i bambini prodigio sono solo persone che hanno mostrato interesse ed hanno iniziato a suonare molto precocemente.

Non si tratta solo di esperienza ma di deliberata pratica.

Le performance migliori nello sport, nella musica, nella dattilografia (personalmente negli anni 70 ho fatto diversi concorsi per quest’ultima performance e posso confermarlo), etc. derivano essenzialmente dal risultato di deliberata pratica. (http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1553-2712.2008.00227.x/full)

Pensa a questo: se un bambino inizia a imparare gli elementi di base per suonare il piano all’eta’ di tre anni e fa pratica tutti i giorni per tre ore al giorno, all’età di 13 anni  avrà sulle spalle 10.000  ore di pratica. Cioè 10 anni di solida pratica!

Quindi se qualcuno ti dice  “non so cosa farei per suonare il piano come lui” potresti semplicemente rispondergli: “Pratica!”.

Questo significa che per ogni abitudine che vuoi formare hai bisogno di 10.000 ore di pratica?

No

La regola delle 10000 ore  è solo quello che fa la differenza fra un principiante ed un fuoriclasse.

Coloro che hanno deciso di acquistare i miei manuali o intraprendere uno dei miei corsi lo hanno fatto per iniziare la strada dell’auto miglioramento, non per diventare i massimi esperti di moda mondiale.

Ma il mio consiglio è, non abbandonate la strada dopo aver letto un manuale o partecipato ad un corso. Fate pratica.

10 ore sono meglio di una, 100 sono meglio di 10. Non pensate che basti solo acquisire i concetti. Dovrai fare pratica, pratica e pratica. Ogni cosa  che scrivo negli articoli, nei miei manuali e nei miei corsi richiede pratica.

L’abbinamento dei colori, imparare a utilizzare i vari tessuti  ottenere una vestibilità corretta, che cosa è appropriato in certe circostanze sociali ecc. Ogni cosa richiede pratica.

Questo significa che di in tanto in tanto farai qualche errore, ma proprio questo è il punto.

Non arrenderti, è tutta questione di pratica.


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