Come Indossare Il Peacoat

come indossare il peacoat - caban

Come indossare il peacoat? Questa è una domanda facile perché essendo un capo estremamente versatile lo si può indossare quasi su tutto. Ma… innanzitutto… cosa diavolo è il peacot?
Il peacoat è la classica giacca  marinara conosciuta più genericamente come caban. Offre una buona protezione senza ostacolare i movimenti. Abbinato ad un paio di pantaloni robusti crea uno strato esterno resistente ma traspirante in quei giorni di pioggia fine, in cui ancora non e’ necessario un cappotto pesante.
Ha uno stile differente dai cappotti classici e la sua linea pulita lo fa sembrare più elegante di un qualsiasi altro giaccone casual per questo motivo , quindi, diventa estremamente versatile.

come indossare il peacoat

Caratteristiche del Peacoat

Esistono molti giacconi simili che vengono chiamati Peacoat, ma il classico capo marinaro presenta queste caratteristiche.

  • Colletto ampio
  • Larghi rever (corti ed ampi rispetto a quelli di una classica giacca sportiva)
  • Doppiopetto (due file di bottoni verticali )
  • Grossi bottoni spaziati
  • Grandi tasche per lo più verticali (a volte orizzontali)
  • Corto
  • Taglio dritto o lievemente svasato
  • Tessuto pesante di lana (invernale) o twill (primaverile).

Utilità Del Peacot

I Peacot sono stati creati per fornire una protezione durante la navigazione in mare, dagli spruzzi e dall’umidità dell’acqua, in modo tale, però che consentisse la libertà di movimento necessaria sul ponte di una nave.

Una variante del peacoat è il Reefer, indossato dagli ufficiali della marina, che a tutti gli effetti è identico  tranne che per l’aggiunta di spalline e bottoni dorati. In virtù di questo passato, non è raro trovare peacoat con bottoni simili a quelli del blazer.

peacoat River Island

Peacoat River Island € 113

Ai tempi nostri si indossano i Peacoat  fondamentalmente per le stesse ragioni: offrono una buona protezione senza ostacolare i movimenti.

I Peacoat sono fortemente associati ai climi costieri come quello della Gran Bretagna, per delle buone ragioni. Utili per i climi umidi freschi, ma  inadeguati in caso di vera tempesta.

Che Cosa Fa Di Un Peacoat… Un Buon Peacoat.

Il peacoat ideale deve essere, robusto, semplice e pratico.

Materiale

Il tessuto tradizionale è il Melton, spesso  e robusto,  ma oggi si possono trovare in molte varietà di lane, tipo merino, cashemere, mohair ecc.

Colore

Tinta unita, scura e classica come grigio o blu. I Peacoat dai colori sgargianti tendono ad essere più femminili e particolarmente associati a mode del momento. Se vuoi invece fare un’aggiunta più chic al tuo guardaroba senza rinunciare alla versatilità di questo giaccone, potresti orientarti sul cammello o sul bordeaux.

colori peacoat

Peacoat Grigio Selected Homme € 130 –  Peacoat Bordeaux Topman € 120 –  Peacoat Navy Benetton € 120

Taglio

Per motivi pratici, i bottoni  sono posizionati più in alto. Sui rever vi devono essere applicati bottoni funzionali per permettere di chiudere totalmente la giacca anche nella parte del collo, per proteggersi dal vento.

Tasche

L’apertura a fessura della tasca verticale ti permette di inserire la mano facilmente in modo naturale. Quando provi il Peacoat, prima dell’acquisto,  accertati che le tasche siano abbastanza pratiche e all’altezza giusta.

Lunghezza

La  giacca arriva ad inizio coscia. Tutto quello che viaggia verso il ginocchio è troppo lungo per essere un vero Peacoat.

Bottoni

Rotondi e grandi

Vestibilità

Se volete che il Peacot vi ripari bene dal vento, quando chiuso, dovrete cercare una vestibilità più aderente sul torace, per evitare infiltrazioni d’acqua ed aria fredda. Il giro-vita del Peacoat classico di solito non è aderente, ma oggigiorno se ne possono trovare versioni un po’ più modellate che valorizzano anche un un fisico più snello.

Come Indossare Il Peacoat

Il Peacoat è un capo smart nel tuo guardaroba, e quindi può essere abbinato bene tanto all’abito durante la tua settimana lavorativa, quanto ad una t-shirt, jeans e sneaker nel fine settimana, quindi servono ben pochi consigli.

Casual

Provalo sui jeans, dolcevita e boot per creare un robusto look da tempo off.

come indossare il peacoat - casual

Outfit 1: Kaihara Selvedge Jean – Banana Republic € 99,95 – Murphy Mid Boot Levi’s € 114,90 – Camicia Flanella Banana Republic – € 64,95 – Pullover Melange Lana 100% Yoox € 88 – Peacoat Murphy&Nie Yoox € 195

Outfit 2: Japanese Traveler Jeans – Banana Republic € 84,90 – Dolcevita Trecce Lana Cashmere – Boggi € 189 –Work Boot Anderson – Levi’s – € 58,99 – Peacoat Topman – € 120

Business Casual

Indossalo con pantaloni classici di taglio contemporaneo, con camicia e cardigan soffice e leggero per un look business casual sofisticato

come indossare il peacoat business casual

PantaloniSlim Fit Hugo Boss € 149 –  Peacoat pura lana – Banana Republic € 250 – Cardigan Lana Cashmere Boggi € 169 –
Camicia a Righe Cotone- Collo Cutaway Boggi € 89 – Stivaletto Monk Boggi  – Cintura Pelle Sparco Yoox € 35 –
Briefcase Pelle Banana Republic € 175 – Orologio Classic MVMT € 98

Perche’ averne uno?

Un capo maschio! Come per tutti i capi maschili classici, anche il peacoat è stato concepito senza dimenticare il principio della mascolinità.

Quelli ben tagliati allargano le spalle con i loro rever importanti e fanno la vita più stretta, anche quando si indossano sbottonati.

E quale uomo non vorrebbe provare il senso di mascolinità aumentare, mentre alza il grande bavero per ripararsi dal vento e dal freddo?

Non passa di moda! E per questo che l’ho inserito nei 30 capi del guardaroba maschile di base.

Un robusto peacoat e’ l’ideale nelle giornate fresche di tempo incerto. Abbottonato protegge dalla pioggia, sbottonato ha la stessa funzione di una giacca e non é più caldo di questa.

Può essere indossato sopra a qualsiasi cosa incluso maglioni, gilet, camicie, t-shirt ecc.

Ha uno stile differente dai cappotti classici. È adatto in tutte quelle situazioni dove un cappotto Chesterfield o altri cappotti classici più lunghi sarebbero troppo formali, ma allo stesso tempo la sua linea pulita, senza fronzoli lo fa sembrare molto più elegante di qualsiasi altro giaccone casual.


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18 Comments

  • Andrea

    Reply Reply 23/10/2016

    Ciao Simonetta,
    mi volevo, prima di tutto, complimentare per le tue conoscenze in campo d’abbigliamento: I tuoi consigli sono delle perle! Ti scrivo anche per proporti un nuovo articoletto… Che ne diresti di scriverne uno sui vari tessuti e, magari, fra le combinazioni che meglio rendono? Gentilmente, volevo chiederti poi di farci, se possibile, una lista dei posti presso i quali sarebbe possibile spendere, in rapporto alla qualità/prezzo di un capo. Sai, in periodo di crisi, è difficile decidere di spendere per un capo di buona qualità che costa un po’; penso farebbe comodo un po’ a tutti noi sapere un po’ dove trovare buoni capi ad un prezzo ragionevole.
    Che tu risponda o no, veramente mille grazie per tutto ciò che ci offri attraverso Camiciaecravatta.com. Sei una grande! 😉

    • Ciao Andrea grazie mille a te. Cerco di fare il possibile. Per gli abbinamenti di tessuti e combinazioni ti consiglio di leggere questo articolo oppure per approfondire ulteriormente la quesgtione abbinamenti ti consiglio questo ebook che trovi su Amazon.

      Per quanto riguarda i negozi mi è praticamente impossibile visto che siete sparsi in tutta italia. Ma di tanto in tanto segnalo Brand affidabili, anche tramite newsletter (sei iscritto alla mia lista?). una lista piu’ ampia è inserita in guardarobaclick, e ancora sullo shop (che aggiorno quando posso….) puoi già farti un’idea per quanto riguarda certi articoli.

      A volte trovi indicazioni anche in risposta a qualche commento. Insomma faccio cio’ che mi è umanamente possibile :-).

      Ti ringrazio per le belle parole e spero che tornerai a trovarmi. A presto. Simonetta

  • Luca

    Reply Reply 17/10/2016

    Ciaoo a tutti a ciao soprattutto a Simonetta!!

    Articolo molto bello ed accurato tanto da avermi convinto a comprarne uno.
    Tiene molto caldo e copre molto bene, ora dovelrô valutare una bella sciarpa con nodo Stilish. Grazie Simo come sempre 🙂
    Allego foto!
    https://imageshack.com/i/pn10qty0j

    • Ciao Luca! Ottimo! Ottimo fit! Ma tu ormai stai andando alla grandissima! Un abbraccio. Simonetta

  • Damiano

    Reply Reply 14/10/2016

    Ottimo articolo, del resto come tutti i tuoi articoli. Il peacoat lo adoro da quando lo vidi indossato da Robert Redford nel film “I tre giorni del condor”. Utilissime per farsi un idea anche le informazioni su dove acquistare i capi.
    Grandeeee Simoooo sei la nostra Beatrice nel mondo dello stile!

  • Giggi

    Reply Reply 13/10/2016

    Gentile Simonetta,
    Ti seguo da molto tempo sul blog e ti devo ringraziare perché grazie ai tuoi consigli ho migliorato notevolmente il mio outfit.
    Volevo chiederti un chiarimento su una questione che, nonostante varie ricerche, non riesco a soddisfare. Vestiti, maglioni, pantaloni devono essere 100% fibre naturali oppure possono contenere delle percentuali di fibre sintetiche e/o artificiali senza alterare la qualità del capo?
    Ho visto che tra i capi da te consigliati ve ne sono alcuni con alte percentuali di poliestere (sino al 70- 80%).
    Qual è l’ipotetica percentuale limite di fibre artificiali in un capo senza perdere le qualità delle fibre naturali? In un peacot 70% lana e 30% poliestere è accettabile?

    • Ciao Giggi ti ringrazio per la domanda moooltooo utile. Naturalmente la migliore qualità di un capo è quando il capo è al 100% in fibra naturale. (pura lana, puro cotone ecc. ecc.) oppure un misto tra queste, ad esempio cotone-lana, seta-lino ecc. ecc.
      Alcune fibre sintetiche in alcuni casi possono essere utili per donare robustezza al materiale o elasticità (tipo spandex che si puo’ trovare in alcuni pantaloni un po’ elasticizzati)

      Quello che consiglio io di solito è di acquistare la migliore qualità che ci si possa permettere. Evitare il più possibile fibre sintetiche in quantità superiori al 10%.

      Per quanto riguarda i capi che vedi negli articoli, chiarisco che non sono espressamente da me consigliati, ma solo di esempio per spiegare meglio quanto scritto. Ma siccome in molti mi hanno chiesto di mettere le indicazioni dei capi che metto come immagine o negli outfit da me realizzati per gli articoli, allora inserisco esattamente la fonte (ed il prezzo) da dove li ho reperiti. Inoltre purtroppo non tutti si possono permettere capi costosi e quindi (specialmente i giovani) possono iniziare a fare le loro esperienza con qualcosa di carino per estetica (scelgo solo capi gradevoli alla vista) rinunciando chiaramente alla qualità eccelsa.

      Nella fattispecie per il peacoat come vedi il più caro in assoluto fra quelli utilizzati per le immagini è quello di Banana Republic in quanto è l’unico ad essere in pura lana, e nonostante cio’ ha comunque un prezzo accessibile che puo’ valere la pena. E’ chiaro che un peacoat di Burberry sfiorerà i 1000 €, sarà di ottima fattura e qualità e durerà una vita. Ma credo che i 250 di Banana Republic sia un buon compromesso.

      La cosa da fare sempre, è quella di leggere la composizione scritta sulle etichette o nelle indicazioni nella descrizione prodotto in caso di acquisto online, e fare le proprie valutazioni in base anche al proprio budget ma anche soprattutto fare attenzione a capi firmati o più costosi, perchè non è raro trovare anche in questi alte percentuali di acrilico, in quanto in molti casi si paga solo il nome a discapito della qualità.

      Spero di aver chiarito, se hai dubbi fammi sapere. A presto. Sz

      • Giggi

        Reply Reply 15/10/2016

        Gentile Simonetta,
        Ti ringrazio per la celerità e la completezza con la quale mi hai risposto. Se posso permettermi vorrei sottoporti un ‘ultimo’ dubbio che ho sempre sul rapporto tra fibre naturali ed eventualmente fibre artificiali/ sintetiche.
        Premesso che, da quel che ho capito, tra fibre artificiali e sintetiche occorrerebbe propendere per le artificiali in piccole quantità da associare alle naturali mi chiedevo se una piccola quantità di fibre artificiali non fosse ‘indispensabile’.
        Mi spiego meglio, un peacot 100% lana non formerebbe i famosi ‘pallini’? Oppure una giacca 100% cotone non sarebbe poco elastica e si sgualcirebbe troppo facilmente?
        In breve, una piccola quantità di artificiale non migliorerebbe la qualità del prodotto senza alterarne le sue caratteristiche?

        • Non è il materiale sintetico che evita la formazione dei pallini ma la scarsa qualità delle fibre utilizzate.
          La formazione degli odiosi pallini indica sempre la scarsa qualità delle fibre (anche se il capo ti è costato un occhio!). Si tratta di fibre troppo corte che si attorcigliano le une con le altre oppure di fibre talmente sottili che si spezzano, attorcigliandosi fra di loro come conseguenza. Il risultato è il pallino!
          . Va da se che l’utilizzo di fibre lunghe e più spesse saranno quelle che determineranno la durata e la qualità del capo e ed incideranno ovviamente anche sul prezzo, essendo quelle di qualità superiore. Le fibre corte e sottili infatti sono quelle che costano di meno. Un maglione di cashmere 100% se fatto con fili corti o sottili formerà il pallino ugualmente, perchè il produttore è andato al risparmio utilizzando le fibre più economiche.

          lo stesso discorso vale per il cotone. I cotoni migliori hanno meno elasticità di quelli di qualità inferiore, per questo il taglio e le rifiniture risultano fondamentali per il confort. Una piccola fibra di elastam pero’ puo’ dare maggiore elasticita, ed anche coinvolgere meno lavorazione del capo che quindi potrebbe risultare anche un po’ piu’ economico ma avere comunque un buon risultato visivo e confortevole.

          Non sempre quindi, ma solo in certi casi, una piccola quantità di sintetico puo’ migliorare la resa di un capo. Gli elementi in gioco sono parecchi.

          Spero di aver risolto ulteriori dubbi :-)- A presto Simonetta

  • Manuel

    Reply Reply 11/10/2016

    Ciao,
    ho scoperto il peacoat vent’annifa in un negozio di militaria. C’era questo cappottino in panno di lana blu pesante, della marina tedesca. Fu amore a prima vista. Ha uno splendido taglio elegante, leggermente più stretto sui fianchi, e ogni volta che l’indosso mi vengono fatti i complimenti. È un capo veramente versatile e pure utile, che combina la classe con.la praticità. Lo comprai d’impulso, convinto anche dal fatto che è pure impermeabile! Ho solo cambiato i bottoni, in lucente ottone, con un set di bottoni della marina USA, blu e più sobri. Da quella volta non mi ha mai lasciato nelle giornate fredde e ventose della mia Trieste. Mi sono procurato pure uno della US Navy, ma la qualità è inferiore. Consiglio di cercare il mio modello, lo si trova ovunque. Ora purtroppo il prezzo è lievitato ma la spesa vale tutta.
    PS sono alto 176 e porto spalla 48/50, ma credo che questo capo valga per tutte le corporature.
    PPS, con una dolcevita è la morte sua!

    • Grazie Manuel per il tuo contributo! Quoto in tutto e per tutto. Grandissimo.! A presto. Simonetta

  • Luca68

    Reply Reply 11/10/2016

    Ciao Simonetta complimenti per l articolo, non ho mai avuto un Peacoat, mi piacerebbe acquistarne uno questo inverno. Da quando ho letto sta bene sia con maglione e Chions, che con un Blazer, sicuramente il colore più versatile è sempre il blu, ma non mi dispiacerebbe il color cammello. Un capo diverso dal solito cappotto classico e più pratico perché più corto. Tanti saluti, un bacio

    • Grazie Luca. Puoi indossarlo con tutto ovviamente in situazioni non formali, ma sta bene anche sull’abito. Quando lo misuri pero’ fallo con una giacca se hai intenzione di metterlo sopra, perche’ alcuni modelli sono più strettini. Per quanto riguarda il colore come primo andrei veramente sul blu, ma ovviamente dipende anche un po’ come è messo il tuo parco cappotti. Se ne hai già di blu allora vai sul cammello, a patto che ti stia bene al volto. A presto. SZ

  • Nicola Cielo

    Reply Reply 11/10/2016

    Era ora che facessi un articolo su di lui !! È stato il mio primo approccio ad un capospalla “serio” quando da diciottenne ne ereditai uno da uno zio. Da allora il mondo fatto di parka e piumini (che mi ingrossavano e basta) è andato a farsi benedire e con la versatilità che aveva lo mettevo con tutto.
    PS il prezzo del peacoat negli outfit è giusto ? Mi sembra basso rispetto a quello che si vede nei negozi

    • Ciao Nicola, mi fa piacere che tu abbia apprezzato. Il prezzo è giusto (senza l’ok) , se clicchi sui link puoi anche andare direttamente al prodotto e verificare. Ora uno posso anche sbagliarlo ma tutti in blocco …sarei da ricovero :-).Speriamo bene!!! Un abbraccio . Simonetta

  • Emilio Marco

    Reply Reply 11/10/2016

    Buongiorno Simonetta.
    Grazie per le utilissime informazioni sul capo in questione ( un po di storia non guasta mai ! )
    … Grazie perchè ancora una volta “valuto e rivaluto”un capo presente nel mio guardaroba.
    “Vedendolo”sotto un’altro “aspetto e forma”.

    … A riguardo mi permetterai di raccontare brevemente la storia successami proprio ieri sera dopo aver letto l’articolo.
    A mia moglie dico,ma nel guardaroba ne ho uno !(non è proprio “uguale”a quello grigio,ma si avvicina molto ! )
    Ed allora lo tiro fuori,lo ammiro come si fa per un’opera d’arte e … “scatta”la scintilla,anche “ovviamente”Grazie alle “tue”proposte di look,”creo”il”mio”,quindi una serata in compagnia di mia moglie a “giocare creando”i prossimi look con il mio Peacoat !!!

    Grazie e a presto”Un sincero abbraccio”

    Emilio Marco

    • Grazie a te Emilio Marco! Mi fa proprio piacere che questo mio piccolo articolo non solo abbia contribuito alla creazione di nuovi look e alla resurrezione del tuo peacoat posteggiato nell’armadio, ma abbia anche contribuito a creare un ulteriore momento alternativo di intimità giocosa con la tua sposa. Che dirti…lo trovo meraviglioso!A presto. Simonetta

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